News / Blog

È arrivato il momento della dieta? Il ruolo del nutrizionista e dello psicologo per uscire dal circolo vizioso dell’abbuffata o della fame nervosa.

È arrivato il momento della dieta?
Finito il lockdown e alla soglia dell’estate si comincia a pensare alla dieta, ma forse sarebbe meglio dire ad un corretto comportamento alimentare.
L’etimologia della parola dieta dal “greco dìaita, modo di vivere” ci indica un più ampio respiro del concetto, la parola assume un significato diverso, non più in senso di un numero limitato di calorie, ma di uno stile di vita, di un modo di vivere.

In questi mesi si è cercato di fare maggiormente la spesa nei supermercati con consegne a domicilio, spesso includendo nella lista i “comfort food”, ossia quei cibi consolatori di cui si avvertiva la necessità perché dovevano andare a sedare quel malessere, quell’ansia che ha caratterizzato questo periodo.

Un altro problema che è emerso, quando il Coronavirus ha avuto l’impennata e siamo stati costretti al lockdown, è stata la mancanza di esposizione al sole che ha ostacolato la produzione di vitamina D nel nostro organismo. La luce solare è una buona fonte per produrre elevati livelli di vitamina D. Più che mai in questo momento sarebbe il caso di introdurre, con sapienza, alimenti ricchi di vitamina D.

Stante la situazione descritta, sarebbe quindi ragionevole seguire un corretto stile alimentare. Nel 2016 in un comunicato stampa in occasione della Conferenza Mondiale dedicato alla rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, l’International Foundation of Mediterranean Diet (IFMeD) scrive a proposito della piramide alimentare: “Il nuovo modello di Dieta Mediterranea che ha dato vita alla Piramide, la MED DIET 4.0 tiene conto di 4 dimensioni: alla valenza nutrizionale si integrano gli aspetti culturali, ambientali ed economici. Perché la dieta non è solo “regola alimentare” ma “regola di vita” che impatta sulla salute, sull’ambiente e sulla società”.

Una dieta quindi più consapevole che riflette le attuali conoscenze sugli alimenti.

Nell’affrontare una dieta o nel cambiare lo stile di vita, la cosa principale è la motivazione al cambiamento, no alle diete fai-da-te, ma rivolgersi sempre ad un nutrizionista. Soprattutto quando il mangiare diventa fame emotiva, cibo ed emozioni sono molto legati, le abbuffate nascondono sempre il vero problema ed il corpo diventa il luogo dove annegare i propri dolori, le proprie incertezze innescando circoli viziosi.

Come fare per capire, per interpretare quei segnali importanti, che non è più una singola scorpacciata, ma si tratta di vere e proprie abbuffate:
● pensi di mangiare in maniera vorace con ingordigia;
● mangi fino a sentirti satollo;
● hai la sensazione di avere dei sensi di colpa;
● preferisci mangiare da solo per nascondere la quantità di cibo introdotto;
● mangiare anche quando non è presente lo stimolo fisiologico della fame;
● provi imbarazzo, nel mangiare dietro un impulso emotivo non dominato.

In una dieta la “restrizione calorica” diventa spesso anche costrizione mentale e finisce col diventare magari un problema, in quanto più so che devo privarmi di una certa cosa, più mi sento spinta a farne abuso e scatta così un vero e proprio meccanismo di ricerca della cosa proibita.
Un altro professionista importante da interfacciare in questa fase della motivazione al cambiamento è lo psicologo, il suo ruolo potrebbe essere pensato in un’ottica di prevenzione, come nel caso di sovrappeso su cui lo psicologo può intervenire prima che si trasformi in un vero e proprio disturbo andando a lavorare con la gestione del peso corporeo. Il lavoro psicologico è incentrato nell’aiutare la persona a regolarizzare il proprio stile di vita e a gestire le proprie emozioni, quest’ultime correlate alla maniera con cui viene fruito il cibo.

In questo periodo di lockdown a causa del Covid-19 l’acquisto del cibo è stato uno dei pochi motivi per uscire, ottenendo quindi grande risalto, quasi un’autorizzazione ufficiale al consumo “sfrenato” degli alimenti. Ad oggi non c’è più l’autodichiarazione per uscire di casa, prendiamo quindi consapevolezza se il mangiare sia diventato o no un problema.

Contatta lo Studio Psicologia Laurentina per problemi legati all’alimentazione. Siamo a Roma Sud in zona Eur / Montagnola.

Contattaci o scopri dove siamo

Parla con una psicologa